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"La sfida dell'integrazione"

con Alidad Shiri

Mi chiamo Alidad Shiri. Il mio nome vuol dire "dono di Alì". Il mio cognome, Shiri, indica l'abbondanza e la bontà del cibo. Vuol dire infatti: tanto latte, molto dolce. Sono cresciuto in Afghanistan, nella città di Ghazni, ma quando avevo nove anni i talebani hanno ucciso il mio papà.

Pochi mesi dopo la mia mamma, la mia sorella più piccola e la mia nonna sono morte sotto un bombardamento. Allora, con i miei zii, mio fratello
e mia sorella più grandi siamo emigrati in Pakistan perché per noi era pericoloso rimanere. Ma lì non c'era futuro per me. Con un amico sono emigrato clandestinamente in Iran dove ho lavorato per due anni in una fabbrica di Teheran finché ho guadagnato abbastanza soldi per fuggire in Europa.

Dopo un lungo e pericoloso viaggio sono arrivato in Alto Adige legandomi sotto un tir che partiva dalla Grecia. Il tempo è passato ed ora sono uno studente universitario.

Il libro che ho scritto con l'aiuto della prof.ssa Gina Abbatte, Via dalla pazza guerra. Un ragazzo in fuga dall'Afghanistan, (ed.Il Margine), mi ha aperto molte strade per incontrare tanti giovani in diverse parti d'Italia, oltre che sul territorio, e mi ha reso possibile farmi voce di tanti che non hanno la possibilità di esprimersi.

Purtroppo la mia storia raccontata è sempre attuale date le nuove guerre che spingono in Medio Oriente e in Africa molte persone a fuggire verso l'Europa.

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