
I bambini possiedono fin dalla nascita un innato "senso del numero", che consente loro di apprezzare le numerosità e riferirsi ai numeri cogliendone le loro caratteristiche peculiari. Le più importanti e recenti ricerche indicano che la specie umana possiede un "modulo numerico innato" che costituisce la base per ogni apprendimento successivo. Quando i bambini prescolari utilizzano i numeri, lo fanno solitamente con grande competenza. Ad esempio essi sanno che si può contare ogni cosa; che non è importante a quale oggetto viene attribuita una determinata etichetta numerica; che la conta prevede una sequenza stabile e che l'ultimo numero che hanno usato per contare rappresenta e contiene anche i numeri e le numerosità precedenti. Quest'ultima è la regola della cardinalità, che i bambini apprendono verso i tre anni e mezzo di età.
Le esperienze del giocare, del dire le filastrocche, del fare la conta, del provare a leggere i numeri (in ascensore, sul telecomando, dovunque capiti) sono molto importanti per dare corpo al senso del numero e per costruire le competenze numeriche ed aritmetiche che verranno poi ulteriormente accresciute con l'avvio dell’istruzione formale alla scuola primaria. Sappiamo però che tra le conoscenze naturali (il senso innato del numero), le conoscenze culturali (le filastrocche dei numeri, i calcoli elementari) e le conoscenze formali (l'apprendimento formale della matematica) i passaggi non sono lineari, ed anzi sono piuttosto problematici soprattutto per quanto riguarda il passaggio dalle conoscenze culturali a quelle formali.
Non è un problema solo italiano, ma che riguarda praticamente tutte le culture e i sistemi scolatici. Il caso dei bambini con difficoltà specifiche in aritmetica, i cosiddetti bambini discalculici, è paradigmatico della complessità che vi è tra cultura, insegnamento e apprendimento. Vedremo cosa comporta apprendere la matematica quando vi è una discalculia evolutiva e quali indicazioni questa particolare condizione può darci per cercare di superare le difficoltà dei bambini e per valorizzare le loro risorse.
Laurea in Psicologia conseguita presso l’Università di Roma, La Sapienza. Psicoterapeuta, ha conseguito il titolo presso la Scuola Milanese di Terapia Familiare, diretta da Luigi Boscolo e G. Franco Cecchin. Diplomato in Mediazione Familiare presso l’Associazione Internazionale Mediatori Sistemici. Docenti dr Bassoli e Mariotti, ISCRA. Lavora in qualità di specialista ambulatoriale presso il Centro Regionale per i Disturbi di Apprendimento e di Linguaggio in Età Evolutiva di Bologna.
In tale ambito professionale ha condotto circa 400 seminari di formazione, convegni, workshop, su tutto il territorio nazionale. Su questi temi ha pubblicato ricerche su riviste specializzate, volumi e contributi a volumi di altri autori. Consulente del Centro per la Tutela del Bambino e la cura del disagio familiare, una struttura che accoglie bambini vittime di maltrattamento e di abuso e delle loro famiglie. Questo lavoro è svolto congiuntamente ai Servizi sociali del territorio e al Tribunale per i minorenni.
Anche su questi temi ha pubblicato studi e ricerche su alcune riviste specializzate e contributi a volumi. Nel 2005 ha avviato insieme a un pool di medici, insegnanti, pedagogisti e riabilitatori il Centro Specialistico per l’Apprendimento “C. Tassinari”. Si tratta di un centro integrato per l’approfondimento e l’intervento di aiuto per i bambini e i ragazzi con difficoltà di apprendimento o altre difficoltà cognitive e linguistiche, per le loro famiglie e gli insegnanti. E’professore a contratto presso la facoltà di Psicologia dell'Università di Bologna.
Ultime pubblicazioni: 1. La discalculia evolutiva: dai modelli neuropsicologici alla riabilitazione (Franco Angeli, Milano, 2003), 2. Batteria per la Discalculia Evolutiva (Omega, Torino, 2004), 3. Leggere e scrivere…e far di conto…(Anicia, Roma, 2004).
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